II trimestre 2016

 

Nell’ambito della collaudata collaborazione tra Confindustria Piemonte, Unioncamere Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit per il monitoraggio della congiuntura economica piemontese, Confindustria Piemonte illustra i dati dell’indagine relativa al secondo trimestre 2016.

L’indagine conferma i segnali positivi che da ormai un anno caratterizzano le rilevazioni congiunturali tra le aziende associate. Il clima di fiducia è favorevole, migliorano tutti gli indicatori anticipatori, nonostante gli elementi di debolezza e fragilità dello scenario internazionale. In particolare si rafforzano le attese per produzione, livello di attività e ordini sia nel comparto manifatturiero che nei servizi; scende ulteriormente il ricorso agli ammortizzatori sociali; si mantiene buono il livello delle esportazioni.

Nel settore manifatturiero, la maggioranza delle imprese prevede un ulteriore aumento di produzione e ordini, con un saldo ottimisti-pessimisti in sensibile aumento rispetto alla rilevazione precedente. Anche le previsioni sull’occupazione si rafforzano, mentre il ricorso alla CIG segna un’ulteriore, significativa, riduzione. La propensione alle esportazioni si conferma positiva. Stabili il tasso di utilizzo degli impianti, ormai praticamente allineato alla media storica e le previsioni di investimento.
Anche nel settore dei servizi, le previsioni rimangono ottimistiche, con indicatori in ulteriore crescita rispetto a dicembre. Si rafforzano i livelli di attività e ordinativi, rimane marginale il ricorso alla CIG; stabile il tasso di utilizzo delle risorse aziendali.

«Il tenore complessivo dei giudizi espressi dalle imprese è incoraggiante, in una situazione che presenta numerose criticità: dalle minacce del terrorismo internazionale ai problemi di natura geopolitica al rallentamento di molte economie emergenti – commenta il Presidente di Confindustria Piemonte Gianfranco Carbonato. Come ha rilevato lo stesso governatore Draghi, c’è una grande e crescente divaricazione tra politica ed economia. I segnali di progresso sul piano dell’economia reale non trovano adeguato supporto nelle decisioni politiche a livello europeo e internazionale. Le nostre imprese stanno dimostrando una buona capacità di reazione, come è evidenziato anche dal favorevole bilancio 2015 rilevato dalla nostra indagine: è cresciuto il fatturato ed è migliorata la redditività».

 

 

Allegati:

Commissione Europea

 
 
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